Un approfondimento sugli adeguati assetti contabili, amministrativi e organizzativi
Gli adeguati assetti previsti dal “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza” (CCII) prevedono che ogni azienda istituisca un modello di pianificazione e controllo interno per prevenire o superare eventuali casi di crisi o di insolvenza dei debiti. Monitorare le performance aziendali è quindi un requisito necessario per la crescita, ma è anche uno strumento utile per assolvere ad un obbligo di legge e valutare gli equilibri reddituali, patrimoniali e finanziari dell’impresa.
Con il D.lgs. 83/2022, che ha di fatto reso effettiva la norma, gli amministratori devono implementare gli adeguati assetti che supportino il management nel controllo di gestione e nel mantenimento della continuità aziendale. Vediamo cosa significa nel dettaglio.
Adeguati assetti: cosa prevede la norma?
Il “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, entrato in vigore dal 15 Luglio 2022, ha introdotto l’obbligo per le aziende di redigere un report che attesti il rispetto alla normativa che, nell’articolo 375, recita: «l’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale».
Con l’attuazione di questo decreto, le aziende sono obbligate a implementare gli adeguati assetti aziendali, ovvero dei modelli gestionali che permettano di individuare rischi potenziali dell’impresa e di pianificare strategie efficaci per superarli.
La legge prevede che gli amministratori debbano istituire assetti aziendali relativamente a tre aspetti dell’impresa:
- assetto organizzativo, ossia il sistema di relazioni e ruoli tra i diversi soggetti aziendali e dei diversi reparti, per individuare con efficacia le responsabilità nei processi decisionali;
- assetto amministrativo, l’insieme dei processi e degli strumenti che garantiscono il corretto svolgimento delle attività d’impresa;
- assetto contabile, l’insieme delle procedure che assicurano il monitoraggio della contabilità aziendale, per segnalare subito pericoli di squilibrio finanziario e fornire una rappresentazione accurata della performance dell’azienda in un arco di tempo definito.
In generale, l’impresa dev’essere in grado di prevedere tempestivamente se emerge una crisi, rilevando eventuali squilibri patrimoniali o economico-finanziari. Deve quindi verificare la sostenibilità dei debiti e le prospettive di continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi, tenuto conto anche di determinati indicatori specificati dal CCII. In sintesi, l’imprenditore deve costruire una struttura in grado di rilevare e monitorare fattori di rischio per garantire la continuità aziendale.
I requisiti fondamentali per adeguare gli assetti aziendali
Questa disposizione introduce la necessità di affidarsi a modelli predittivi per valutare le prospettive aziendali e la necessità di prendere decisioni basate su segnali di rischio, soprattutto in ambito economico-finanziario. La norma, tuttavia, non ha previsto l’adozione di uno specifico modello obbligatorio per predisporre un assetto adeguato.L’imprenditore può dunque individuare in autonomia una struttura a misura delle dimensioni e delle caratteristiche dell’impresa, tenendo conto dei requisiti necessari per verificare se gli assetti aziendali sono adeguati.
Relativamente all’adeguato assetto organizzativo, ad esempio, si ritiene che l’impresa debba per forza avere un organigramma aggiornato, oltre a un mansionario che descrive con esattezza i compiti di ciascuna posizione aziendale e adeguate procedure per la gestione del rischio e la progettazione della struttura organizzativa. L’obiettivo è evitare di concentrare le informazioni vitali per la gestione dell’impresa solo su una o poche persone.
Per quanto riguarda l’assetto amministrativo-contabile è necessario usare alcuni strumenti di pianificazione e di monitoraggio per cogliere i segnali di una eventuale crisi. Per far sì che gli assetti siano adeguati, l’impresa deve redigere un piano industriale e prevedere un budget economico-patrimoniale e di tesoreria. Inoltre, deve dotarsi di strumenti di reporting che svolgono analisi costanti sull’andamento economico, finanziario e patrimoniale.
Adeguati assetti: rispettare la norma con la Business Intelligence
Per rispettare gli obblighi previsti dalla norma sulla Crisi d’Impresa, gli imprenditori hanno la responsabilità di mettere a punto un sistema di raccolta dei dati e di individuare i giusti indicatori che consentono di rilevare i processi critici. Tali indicatori devono essere adeguati alle dimensioni e alle caratteristiche dell’organizzazione.
Ad oggi, la Business Intelligence offre diversi strumenti di analisi di gestione e auditing interno, utili alla costruzione di un modello di business sostenibile e pronto a rispondere tempestivamente quando emergono i segnali di crisi aziendale.
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